Gli avevano dichiarato guerra durante la campagna elettorale per congresso & primarie relegandolo a “cacicco”. Gli avevano detto: caro Vincenzo, la pacchia è finita.
Avevano detto, un po’ a tutti: adesso basta correnti.
E invece rischia di finire con Pd nazionale e Pd campano pronti ad accettare le condizioni di Vincenzo De Luca, presidente uscente, che non può essere più ricandidato ma è stato al centro – come Luca Zaia in Veneto – di una lunga trattativa.
Il Campo Largo si appresta dunque a candidare Roberto Fico, già presidente della Camera, esponente di punta del grillismo delle origini, un tempo attaccato da Matteo Renzi (“Fico viene beccato con un lavoratore in nero a casa sua. Se lui è il futuro della sinistra, allora la sinistra sta messa male”) che oggi invece lo benedice.
De Luca ha portato avanti una sua personale trattativa, dai contorni politico-dinastici non sufficientemente chiari.
Il Mattino di stamani dà conto dello scambio fra De Luca e la segreteria nazionale che permette al presidente uscente di avere la leadership, via figlio Piero, del partito regionale.
In questo modo De Luca potrà dare il suo benestare (dopo essersi accordato direttamente con Beppe Conte per evitare attacchi sulla gestione politica dei suoi anni di governo regionale) alla candidatura di Fico.
Ma non è finita qui: De Luca chiede posto in giunta e in Consiglio regionale, visto che cercherà di capitalizzare la sua eredità politica al massimo, cercando di condizionare il prossimo governo regionale grazie ai suoi candidati nelle liste.
L’edizione napoletana di Repubblica ha dato conto ad agosto di una riunione di De Luca con i suoi e dell’adeguata strategia: “Faremo due liste, dobbiamo eleggere quanti più consiglieri possibili a garanzia dell’attuazione del programma. Due liste necessarie per intercettare il voto moderato che è essenziale per vincere”.
Vediamo se effettivamente gli faranno fare pure due liste civiche.
Non male, comunque, per uno che Schlein & soci avrebbero voluto cancellare politicamente dalla faccia della Campania.