C’è un’immagine che è di quelle destinate a fare epoca.
No, non è il crollo del Muro di Berlino, “I have a dream” di Martin Luther King o Benito Mussolini che annuncia l’entrata in guerra dell’Italia dal balcone di Piazza Venezia.
No, non è nemmeno quella più recente che immortala la stretta di mano fra Vladimir Putin e Donald Trump in Alaska. Non è nemmeno la foto con i leader europei a Washington insieme a Volodymyr Zelensky per la trattativa, diciamo così, con Putin.
La foto che farà la storia è quella che ritrae la stretta di mano fra Paola Taverna, attuale vicepresidente del M5S, ed Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana.
Ma guardiamola bene, questa foto.
Taverna ha i capelli raccolti, il sorriso sembra tirato, ha il volto truccato, un cardigan blu, una camicia con fantasie da decifrare (lo chiederemo al nuovo oracolo, ChatGpt). Non allunga troppo il braccio destro. Pare un po’ contratta, insomma, ma il potere con lei ha fatto miracoli.
Giani è invece un sorriso vivente. La camicia bianca, la pancia prominente, un capezzolo - il destro - che fa capolino dal tessuto, forse al presidente della Regione Toscana piace il cotone leggero e nella stanza c’è l’aria condizionata. Non ha cravatta, un paio di bottoni sono sganciati.
Gli ridono anche gli occhi.