La paura di Beppe Conte

È già la seconda volta che Beppe Conte fa riferimento a Mario Draghi accennando a fatti o incontri privati. La prima volta ad aprile, in un’intervista al Giornale

“Draghi è persona di grande autorevolezza e di elevata professionalità. Se il riserbo dei nostri rapporti personali non mi facesse velo, io stesso potrei rivelare un episodio che testimonia la grandissima stima che ho per lui. Ma proprio per questo non è persona che si lascia tirare per la giacchetta in polemiche che nascono in modo palesemente strumentale e sono frutto di manovre politiche estemporanee”.

Già all’epoca non mi parve un passaggio elegante, condito peraltro dal mood “Draghi è una risorsa” o giù di lì. Stavolta Conte è andato oltre. Nel fine settimana, intervenendo alla festa del Fatto quotidiano, il “velo” è stato evidentemente squarciato dallo stesso presidente del Consiglio, che ha riferito di aver proposto a Draghi di guidare la Commissione Ue, “ma lui mi disse che non si sentiva disponibile perché era stanco”. Oltre alla maleducazione della rivelazione, mi sembra evidente che Conte tema un possibile confronto con l’ex presidente della Bce. 

Ma Conte può star sereno. Il timore del M5s di tornare alla vita di prima, senza sbiancamenti dentali e gite in barca, sarà più forte di un’eventuale sconfitta alle elezioni regionali dei partiti che compongono la maggioranza.