L'”informazione ufficiale”: un caso da manuale nelle carceri

Vorrei raccontarvi questa storia a proposito del magnifico tema “informazione e ufficialità” che appassiona qualcuno di voi in termini discutibili. 

Mi sto occupando delle carceri, ieri ho scritto un pezzo e oggi avrei voluto intervistare un medico infettivologo che ha 15 anni di esperienza e lavoro nelle prigioni italiane. 

Una direttiva della AUSL Toscana impedisce ai medici di rilasciare dichiarazioni ai giornalisti. Già questo lo trovo assurdo ma ho chiesto l’autorizzazione all’ufficio stampa della AUSL e ho ricevuto questa risposta:

“In questa particolare e delicata fase si ritiene inopportuna un’intervista del dottor XXX. Anche se si tratta di un contributo medico esso sarebbe comunque contestualizzato negli attuali fatti di cronaca. Sono certa che comprenderai le nostre ragioni”.

Come ho avuto modo di spiegare, non comprendo. Credo che un contributo scientifico sia di aiuto proprio in questa “particolare e delicata fase”. Non è con la mancanza di informazione e di conoscenza che si può rendere un buon servizio ai cittadini.