«Sì, ma questa è roba da élite»

Poi però un giorno mi spiegherete perché chi ha studiato, lavorato a lungo in campi specifici, ha investito energia, tempo e denaro, si è preparato non sugli hashtag di Internet ma su libri, nelle biblioteche, ha parlato con chi ne sa di più non possa rivendicare gli studi e l’esperienza e gli anni dedicati a qualcosa che altri non hanno fatto senza beccarsi l’accusa (trasversale, beninteso, non solo del M5s) di professorone, rosicone, solone, radical chic.

Poi però un giorno me lo spiegherete perché scambiate la preparazione per roba di “élite”, un’altra delle parole truffa di questo lessico para-complottista che non vogliono più dire niente, una sorta di lallazione per apprendisti stregoni che non sanno mai argomentare una posizione senza brandire etichette il cui significato è ignoto a chi le usa.

Poi un giorno però mi spiegherete perché ridicolizzare chi è ridicolo ma si prende molto sul serio senza poterselo permettere contribuirebbe a far volare il partito X al 70 per cento, come se fosse questa la ragione peraltro (ma anche se fosse, cari miei, la risposta potrebbe essere soltanto CHISSENEFREGA).