Per l’ora, l’unica cosa che ho capito

Per ora è l’unica cosa che ho capito dall’inizio di questo disastro sono le carenze strutturali. Poi ci torno su.

A niente serve eccitarsi per il nostro sistema sanitario nazionale, al quale va tutto il mio ringraziamento, se in condizioni normali mancano già i medici specialisti e si pensa che allocare le risorse per aumentare i contratti di formazione per specializzandi sia rinviabile a un altro momento.

A niente servono le raccolte fondi dettate dall’emergenza, e ben vengano certo, se non si capirà che pagare le tasse – sempre in condizioni normali – serve a tutti, compreso chi le paga. 

A niente servono i giga in più delle compagnie telefoniche se non si pone rimedio alla mancanza di infrastrutture che rendano possibile ciò che adesso rischia di diventare molto complicato, visto l’enorme afflusso di persone che usano la Rete e i cellulari per lavorare, studiare, intrattenersi. 

Tutte cose alle quali bisogna pensare “adesso”.

L'”informazione ufficiale”: un caso da manuale nelle carceri

Vorrei raccontarvi questa storia a proposito del magnifico tema “informazione e ufficialità” che appassiona qualcuno di voi in termini discutibili. 

Mi sto occupando delle carceri, ieri ho scritto un pezzo e oggi avrei voluto intervistare un medico infettivologo che ha 15 anni di esperienza e lavoro nelle prigioni italiane. 

Una direttiva della AUSL Toscana impedisce ai medici di rilasciare dichiarazioni ai giornalisti. Già questo lo trovo assurdo ma ho chiesto l’autorizzazione all’ufficio stampa della AUSL e ho ricevuto questa risposta:

“In questa particolare e delicata fase si ritiene inopportuna un’intervista del dottor XXX. Anche se si tratta di un contributo medico esso sarebbe comunque contestualizzato negli attuali fatti di cronaca. Sono certa che comprenderai le nostre ragioni”.

Come ho avuto modo di spiegare, non comprendo. Credo che un contributo scientifico sia di aiuto proprio in questa “particolare e delicata fase”. Non è con la mancanza di informazione e di conoscenza che si può rendere un buon servizio ai cittadini.