Sennò vince Salvini

“Pd e M5S sono oltre il 40 per cento assieme. Vogliamo provare a farla diventare un’alleanza? Io dico di sì, sennò torna Salvini”, ha detto venerdì il segretario del Pd Nicola Zingaretti a Otto e mezzo. “Sennò torna Salvini” è già diventata la scusa con cui giustificare qualsiasi decisione politica, anche la più sgangherata. L’alleanza Pd-Cinque stelle in Umbria? Fondamentale, sennò vince Salvini. Quella in Calabria? Preziosa, sennò vince Salvini. Il taglio del numero dei parlamentari, peraltro votato anche dalla Lega? Mirabolante, sennò vince Salvini. Il formaggio sugli spaghetti con le vongole? Una delizia, sennò vince Salvini. Ma che identità può avere un partito pronto a farsi scudo con l’antisalvinismo e a omologarsi ai Cinque stelle?

“Gli interessi in comune”, undici anni dopo

Giovedì 3 ottobre torna in libreria, ma con un editore diverso, “Gli interessi in comune”, il mitologico romanzo di Vanni Santoni (Sarmi Zegetusa), uscito per la prima volta nel 2008. Sono molto legato a questo libro, per diverse ragioni. La prima è che parla della provincia, e io vengo da lì. La seconda è che undici anni fa ce ne andammo in giro per la Toscana, con Vanni, a presentarlo.

Se non lo avete mai letto, o anche se l’avete già compulsato e custodite gelosamente una copia dell’edizione Feltrinelli, da giovedì Iacopo, il Mella, il Paride e tutti gli altri vi aspettano in libreria.