Le riflessioni più ampie di Marco Minniti (Ecce Bombo)

Il “minnitometro”, come lo chiama Alessandro De Angelis, da mesi indica attese ed eterni passi avanti e indietro. «Serve una riflessione più ampia», diceva Michele Ventura, storico esponente del Pci-Pds-Ds, già vicesindaco di Firenze e vicecapogruppo del Pd alla Camera, abilissimo nel traccheggiare. Ogni settimana, per Minniti, pare essere quella decisiva; «entro due giorni si candida», ripetono da settimane i dirigenti renziani che gli stanno dando una mano. Questi due giorni nel frattempo sono diventati almeno dieci. Si sarebbe dovuto candidare fra martedì e mercoledì scorso, adesso pare che la decisione slitti a dopo l’assemblea del Pd di questo sabato. Nel frattempo, venerdì presenterà il suo libro con Matteo Renzi e Dario Nardella a Firenze. Sembra di sentire il Nanni Moretti di “Ecce Bombo”: «Senti, ma che tipo di festa è? Non è che alle dieci state tutti a ballare i girotondi e io sto buttato in un angolo, no? Ah no, se si balla non vengo».

Cari amici juventini, stavolta sembrate noi interisti

La Juventus mercoledì sera ha perso 2 a 1 in casa con il Manchester United, pur avendo giocato meglio. Era passata in vantaggio con un gol, pazzesco, di Cristiano Ronaldo, ha costruito più azioni di gioco in attacco, probabilmente meritava la vittoria anche se come sanno i filosofi del calcio non conta ciò che meriti ma il punteggio finale sul tabellino. A fine partita, Mourinho, allenatore del Manchester, ha messo la mano all’orecchio e si è girato verso il pubblico che per tutta la partita l’ha insultato dandogli di “uomo di merda”. “Sono stato insultato per 90 minuti – ha detto Mourinho – sono venuto qui per fare il mio lavoro. Non ho offeso nessuno, ho fatto solo il gesto di voler sentire di più. Non dovevo farlo, ma vengo qui solo per fare il mio lavoro e mi insultano la famiglia, non è bello”.

Eh no, gli hanno detto su Twitter e in tv con il ditino alzato, così non si fa. Se ti metti in ascolto del soave pubblico dopo esserti beccato di “uomo di merda” e aver vinto fuori casa sei “un miserabile cialtrone”, ha scritto qualcuno. Diversi tifosi della Juve hanno moraleggiato sul fatto che un “professionista” che guadagna “fior di quattrini” non deve reagire, c’è chi ha associato la reazione di Mourinho al populismo imperante (?!). Onestamente non si capisce perché tutto debba essere buttato in politica e che cosa ci azzecchino i grillini o il grillismo con uno che a un certo punto si rompe i coglioni di sentirsi dare di “uomo di merda” dalle curve. Così come non si capisce perché guadagnare “fior di quattrini” debba autorizzare chicchessia a insultare e berciare. I peggiori tifosi dell’Inter – e lo dico da interista – sono quelli che di solito piangono dopo una sconfitta accusando l’arbitro e i poteri forti. Stavolta mi pare che quei tifosi, indignati e adontati, siano gli juventini che se la prendono con Mourinho per aver vinto nei cinque minuti finali. Ha vinto per un colpo di culo? Pazienza, diceva Boškov, “squadra che vince scudetto è quella che ha fatto più punti”.